un legame ancora troppo sottovalutato

Il dolore cronico rappresenta una delle principali sfide nella valutazione e nella gestione del benessere del cane. Spesso sottostimato, può avere un impatto profondo e pervasivo non solo sul piano fisico, ma anche su quello comportamentale, emotivo e relazionale. La letteratura scientifica recente evidenzia come la presenza di dolore possa alterare l’espressione comportamentale del cane, interferire con la sua capacità di comunicare efficacemente e compromettere la relazione con il contesto in cui vive.
Una definizione multidimensionale di dolore
Secondo la definizione dell’International Association for the Study of Pain (IASP):
“Il dolore è una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata a danni fisici reali o potenziali, o descritta in termini di tali danni. L’incapacità di comunicare verbalmente non esclude la possibilità che un individuo stia provando dolore e abbia bisogno di un trattamento adeguato. Il dolore è sempre soggettivo.” (IASP, 2020)
Questa definizione sottolinea due concetti fondamentali: il dolore non è solo un fenomeno fisico, ma anche emotivo; ed è sempre soggettivo, quindi anche in un cane che non “parla”, la sua presenza deve essere considerata e riconosciuta.
Impatto sulla qualità della vita
Il dolore cronico — ovvero un dolore che persiste per oltre 3-6 mesi — ha effetti misurabili sulla qualità della vita del cane. Studi recenti (MacFarlane et al., 2014; Norkus, 2014) riportano che le cause principali di dolore cronico nei cani includono: osteoartrite, dolore neuropatico, lesioni articolari, e patologie come la pancreatite. La sua persistenza non solo peggiora la salute fisica ma modifica anche l’attività del sistema nervoso centrale, portando a disfunzioni cognitive, emozionali e comportamentali.
La Animal Welfare Assessment Grid (AWAG) — uno strumento utilizzato per la valutazione globale del benessere — ha evidenziato che i cani con dolore cronico presentano alterazioni significative in tutti i domini di vita rispetto ai cani sani (Belshaw & Yeates, 2018; Rutherford et al., 2012).
Segnali comportamentali: cosa osservare
Il dolore nei cani si manifesta più spesso attraverso un cambiamento nel comportamento piuttosto che con segnali fisici evidenti. Segni comunemente riportati includono:
- Ridotta attività generale e riluttanza a muoversi
- Cambiamenti posturali e dell’andatura (zoppia, rigidità)
- Riduzione dell’interesse verso gioco, interazioni sociali o attività consuete
- Aggressività non caratteristica, spesso difensiva
- Cambiamenti nel sonno, nell’appetito, o nell’espressione facciale
- Evitamento di scale, salti, passeggiate o interazioni umane
Nei casi di dolore cronico, i cani possono manifestare una maggiore vulnerabilità emotiva: ansia, paure amplificate (es. verso rumori forti), ridotta capacità di adattamento allo stress. Queste reazioni sembrano correlate anche a una riduzione dell’attività della serotonina, neurotrasmettitore che regola le risposte emotive e il comportamento aggressivo (Mellor et al., 2000; Tsatsoulis & Fountoulakis, 2006).
Aggressività e dolore: una correlazione documentata
Numerose ricerche suggeriscono che il dolore possa essere una causa sottostante di comportamenti aggressivi nel cane.
“L’aggressività che è più prevalente nei cani con dolore cronico è coerente con il corpo della letteratura esistente. Dolore e disagio sono segnalati per abbassare la soglia per le risposte aggressive e possono anche agire come una funzione difensiva o protettiva.” (Dogstrust, 2022)
La manifestazione aggressiva potrebbe non essere l’unica via espressiva: in molti casi, il cane mostra prima segnali più sottili come l’evitamento, il freezing o l’irrequietezza, e solo in assenza di risposte adeguate arriva a un’escalation.
È quindi fondamentale escludere il dolore come possibile causa alla base di un comportamento improvvisamente problematico, prima di intervenire con approcci educativi o comportamentali.
Il ruolo del caregiver nella rilevazione precoce
Nonostante la crescente consapevolezza, la capacità dei proprietari di riconoscere i segni di dolore nei loro cani resta limitata. Alcuni segnali — come cambiamenti della posizione della coda o delle orecchie, riluttanza a svolgere attività quotidiane, o variazioni improvvise di socialità — sono frequentemente sottovalutati o interpretati come “capricci” o “problemi caratteriali” (Star of Texas Vet, 2023; Hellyer et al., 2007).
Formare il caregiver a un’osservazione più attenta e consapevole diventa quindi un passaggio essenziale per garantire una diagnosi tempestiva e un’adeguata gestione del dolore.
Considerazioni finali
Il dolore cronico è una condizione complessa, che va oltre la sofferenza fisica e penetra profondamente nei comportamenti, nelle emozioni e nella relazione tra cane e umano. Riconoscerlo e trattarlo con un approccio multidimensionale non è solo un atto clinico, ma anche un atto etico, capace di restituire dignità, comfort e benessere al cane.
Riferimenti bibliografici
- Belshaw, Z., & Yeates, J. (2018). Understanding the link between canine pain and problem behaviours. Veterinary Ireland Journal.
- Dogstrust. (2022). How pain affects behaviour. Retrieved from https://www.dogstrust.org.uk
- Hellyer, P., et al. (2007). Recognizing and assessing pain in animals. Journal of the American Veterinary Medical Association.
- International Association for the Study of Pain (IASP). (2020). IASP Taxonomy of Pain. Retrieved from https://journals.lww.com/painrpts/fulltext/2018/04000/the_international_association_for_the_study_of.2.aspx
- MacFarlane, P., et al. (2014). Chronic pain in dogs and its management. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice.
- Mellor, D. J., et al. (2000). The biology of suffering in animals. Journal of Animal Welfare Science.
- Norkus, C. (2014). Neuropathic pain in dogs. Veterinary Clinics: Small Animal Practice.
- Rutherford, K. M. D., et al. (2012). Assessment of quality of life in animals. Veterinary Record.
- Star of Texas Veterinary Hospital. (2023). Pain’s effect on your dog’s behavior. Retrieved from https://staroftexasvet.com
- Tsatsoulis, A., & Fountoulakis, S. (2006). The protective role of exercise on stress system dysregulation and comorbidities. Annals of the New York Academy of Sciences.
Gaia Morini – Istruttrice Cinofila
perché per un cαne l’ımportαnte è essere liber* di essere cane fino in fondo, quındı Don’t ɯorrч be dog
