Come scegliere dog sitter e pensione

Finisce l’estate e, come ogni anno, non si contano i post e gli appelli che abbiamo letto sui social durante questi mesi: cani persi mentre erano affidati a qualcuno per le vacanze, cani fuggiti, cani che non sono stati adeguatamente accuditi e, nei casi più drammatici, cani che non ce l’hanno fatta.
Partiamo da una premessa doverosa: nessuno è infallibile e gli incidenti possono capitare.
Anche quando facciamo tutto con attenzione, esiste sempre una componente di imprevisto. Il rischio zero non esiste.
Questo però non significa che non possiamo fare la nostra parte per ridurre i rischi.
Noi siamo i responsabili dei nostri cani e abbiamo il compito di fare, per quanto possibile, le scelte migliori per loro. Anche quando questo significa non scegliere necessariamente l’opzione più economica o quella più comoda.
D’altra parte, nessuno ci ha obbligati a prendere un cane nella nostra vita e non ce lo ha prescritto il dottore. O almeno si spera… ma questo sarebbe un altro capitolo.
Quando abbiamo bisogno di affidare il cane a qualcun altro
Con il rientro dalle vacanze ricomincia anche il normale ritmo lavorativo. Potremmo avere bisogno di qualcuno che si occupi delle uscite del nostro cane mentre siamo al lavoro, oppure potremmo voler organizzare con il doveroso anticipo necessario una pensione per le prossime vacanze, magari già per Natale o per la prossima estate.
E allora può essere utile fermarsi un momento e chiedersi: quali caratteristiche dovrebbe avere la persona o la struttura a cui affidiamo il nostro cane?
La prima, per me, è piuttosto semplice: preparazione.
Non basta amare i cani
Rivolgiamoci a persone formate e preparate, non soltanto a qualcuno che “ha sempre avuto cani” o che “ama tantissimo gli animali”.
Perché amare i cani è certamente importante, ma non è sufficiente.
Vi fareste fare una pulizia dei denti da me solo perché ho i denti in bocca da tutta la vita?
Probabilmente no.
Un professionista preparato conosce i bisogni etologici e specie-specifici del cane e sa che occuparsi di lui non significa soltanto assicurarsi che abbia acqua, cibo, possibilità di dormire e di fare pipì e cacca.
Ci sono bisogni legati alle emozioni, alle motivazioni, alla comunicazione e alla possibilità di sentirsi sufficientemente al sicuro nella situazione in cui si trova.
Conoscere il cane significa anche saper leggere, almeno in buona parte, i suoi segnali e le sue modalità comunicative. Questo può permettere di riconoscere situazioni di disagio e di stress e, quando possibile, di intervenire prima che diventino situazioni più complesse o rischiose.
Il nostro cane non merita qualcuno che conosca etologia, biologia e comunicazione?
Il tempo necessario per conoscersi
C’è poi un altro aspetto che considero fondamentale: il tempo.
Se affidiamo il nostro cane a una nuova persona o a una nuova struttura, dovrebbe essere previsto un percorso di inserimento e di conoscenza.
Non possiamo aspettarci che un cane sia immediatamente sereno in un ambiente nuovo, con persone che non conosce, semplicemente perché noi abbiamo deciso che quella soluzione è quella giusta.
Serve gradualità.
Serve il tempo necessario per conoscersi, osservare le reazioni del cane, costruire una relazione e permettergli di familiarizzare con una nuova situazione.
In fondo, vale anche per noi: quando incontriamo una persona nuova, abbiamo bisogno di tempo prima di sentirci completamente a nostro agio e di fidarci. O no?!
Perché dovrebbe essere diverso per il nostro cane?
Che si tratti di una pensione o di un dog sitter, instaurare prima un rapporto di fiducia tra il cane e quello che sarà il suo nuovo punto di riferimento è fondamentale.
Chi si occuperà di lui dovrebbe prendersi il tempo necessario per conoscere quel singolo cane: le sue abitudini, le sue routine, le sue caratteristiche e le sue necessità, così da poter costruire per lui un’esperienza il più possibile personalizzata.
Quando invece tutto viene fatto in fretta e furia, senza considerare i tempi e le caratteristiche dei singoli cani, credo sia legittimo fermarsi e farsi qualche domanda.
Conoscere il cane significa conoscerne i bisogni
Come dicevo sopra un cane non è semplicemente qualcuno che deve essere nutrito, portato fuori e tenuto al sicuro fino al nostro ritorno.
Ha bisogni fisici, certo, ma anche bisogni emotivi e relazionali. Ha le proprie abitudini, preferenze, sensibilità, paure, motivazioni e modalità di comunicazione.
Una persona preparata dovrebbe essere in grado di tener conto di tutto questo.
Non significa poter prevedere ogni comportamento o evitare qualsiasi possibile imprevisto. Significa però avere gli strumenti per osservare, comprendere e adattare la gestione alle caratteristiche del cane che abbiamo davanti.
E questo, secondo me, fa una differenza importante.
Scegliere significa anche informarsi
Quando cerchiamo qualcuno a cui affidare il nostro cane, possiamo quindi fare qualche domanda in più.
Possiamo chiedere quale formazione abbia, come avvenga l’inserimento, come vengano gestiti i primi incontri, quali siano le modalità di passeggiata o di permanenza in struttura e come vengano affrontate eventuali situazioni di disagio.
Possiamo osservare come quella persona si relaziona con il nostro cane.
E possiamo anche chiederci se ci sentiamo ascoltati quando raccontiamo le sue caratteristiche e le sue necessità.
Se fino ad oggi non avete avuto la fortuna di incontrare qualcuno che vi facesse riflettere su questi aspetti, magari queste considerazioni possono risuonare proprio adesso e aiutarvi, per il futuro, a fare scelte un po’ più consapevoli.
Ci sarebbero poi altre questioni importanti da considerare, come fatture, assicurazioni e tutti quegli aspetti che riguardano la professionalità di chi offre un servizio. Ma li lascio da parte per non allungarmi troppo.
Quanto costa un professionista?
C’è una frase che circola da tempo e che, più o meno, dice:
“Se pensi che un professionista costi troppo, non hai idea di quanto possa costarti un incompetente.”
Non so se sia possibile attribuirla con certezza a qualcuno e, sinceramente, non è questo il punto.
Il punto è che il prezzo non dovrebbe essere l’unico criterio con cui scegliamo a chi affidare il nostro cane.
Guardando i numerosi appelli che abbiamo letto sui social durante questi mesi, è una considerazione che fa riflettere.
Non perché ogni incidente sia necessariamente il risultato di incompetenza: sarebbe ingiusto e semplicistico sostenerlo.
Gli imprevisti possono sempre accadere.
Ma proprio perché il rischio zero non esiste, possiamo cercare di ridurlo il più possibile attraverso le nostre scelte.
I nostri cani meritano scelte consapevoli
Affidare il cane a un’altra persona significa affidarle, per un periodo più o meno lungo, una parte della sua quotidianità e della sua sicurezza.
Credo quindi che i nostri cani meritino di essere affidati a mani competenti e amorevoli, ma anche preparate.
Scegliere con attenzione a chi affidiamo una parte della loro vita è una delle responsabilità che abbiamo scelto di assumerci quando abbiamo deciso di condividere la nostra vita con loro.
L’incidente e l’imprevisto possono sempre capitare.
Possiamo però fare la nostra parte per abbassare il più possibile i rischi, informandoci, facendo domande e scegliendo con consapevolezza le persone a cui affidiamo i nostri cani.
E forse è proprio questo il punto: non possiamo eliminare ogni rischio, ma possiamo scegliere quanto prenderci cura delle nostre scelte.
Una precisazione finale: queste riflessioni non hanno alcun interesse economico. Non offro servizi di pensione né di dog sitting e non li offro da molti anni.
Gaia Morini – Istruttrice Cinofila
perché per un cαne l’ımportαnte è essere liber* di essere cane fino in fondo, quındı Don’t ɯorrч be dog
